Anche la follia ha il suo festival
Il 9 e 10 ottobre due giorni di dialoghi e spettacoli al teatro Goldoni di Venezia Anche la follia ha il suo festivalRoberto Lamantea Con la Maraini, Elio e Galimberti. Si riflette ma anche si ride VENEZIA. «Non so cos'è la follia. Potrebbe essere tutto o niente. È una condizione umana. Questa società - diceva Franco Basaglia - accetta la follia come parte della ragione, e quindi la fa diventare ragione attraverso una scienza che si incarica di eliminarla». «Il problema - continuava Basaglia - è come disfare questo nodo, come andare al di là della "follia istituzionale" e riconoscere la follia là dove essa ha origine, cioè nella vita». Il 31 dicembre 1978 sono stati chiusi definitivamente in Italia i manicomi, ma queste parole dello psichiatra che per le sue battaglie ha dato il nome alla legge 180, ci indicano che quel nodo non è stato sciolto nemmeno oggi. «Il tema della follia - dice Anna Poma - è stato messo in prigione nei gerghi tecnico-scientifici, nei luoghi mentali e reali dove si confina la questione. E invece questa esperienza ci riguarda tutti: siamo tutti un po' matti. Matto è chi è diverso, chi è straniero a sé o agli altri, chi osa, chi rompe, chi non si adegua. Chi sfida il mondo e lo riscrive nella bellezza e nell'invenzione». Ci sono ancora muri, sbarre, ghetti, fisici e mentali. Forse più oggi che negli anni '60 e '70, quelli dell'«antipsichiatria» (i grandi Laing e Cooper in Inghilterra, Basaglia e Jervis, nelle loro differenze, in Italia, sono i nomi più famosi). L'invito a riflettere, ma anche a ridere, sul tema arriva dal «Festival dei matti - Incontri e invenzioni dentro la follia», due giorni (9-10 ottobre) di dialoghi e spettacoli al teatro Goldoni di Venezia ideati dalla cooperativa Con-Tatto di Treviso con il Comune di Venezia. Anna Poma è nel comitato scientifico accanto a Laura Barozzi e Alessia Vergolani. Il «Festival dei matti» ospiterà, tra gli altri, Umberto Galimberti, Franco Rotelli (collaboratore di Basaglia), Elio di Elio & Le Storie Tese, la scrittrice Dacia Maraini, l'Accademia della Follia. Il 9 ottobre alle 19 Galimberti e Rotelli parleranno su «L'utopia della realtà: come trasformare la realtà tenendo presente la soggettività di tutti»; alle 21 «La normalità presa in contropiede» con Elio, Massimo Cirri e Carlo Antonelli, giocherà sulla nostra follia che si rivela ogni giorno. Sabato 10 ottobre alle 10.30 alla libreria Mondadori «Tanto scappo lo stesso. Romanzo di una matta» con Alice Banfi e «A colloquio. Tutte le mattine al centro di salute mentale» ancora con Massimo Cirri; alle 17 al Goldoni la scrittrice Dacia Maraini, l'attore e regista Claudio Misculin e Sandro Pascucci parleranno dei «Matti in scena», cioè dell'Accademia della Follia di Trieste, la compagnia teatrale che alle 21, in teatro, metterà in scena in anteprima nazionale Stravaganza - Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza di Dacia Maraini, lavoro coprodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (biglietti 12 euro, gli altri eventi sono ad ingresso libero). L'Accademia della Follia è il primo esempio in Italia di compagnia teatrale formata da ex degenti negli ospedali psichiatrici (come ha fatto in parte Pippo Delbono). Stravaganza analizza le vicende di cinque reclusi nel momento in cui i manicomi vengono chiusi. In concomitanza con il «Festival dei matti» alla Fondazione Claudio Buziol e in collaborazione con l'IuaV si terrà la mostra «Alfabeto dei matti» con i lavori realizzati dagli studenti del Laboratorio di design della comunicazione tenuto da Giorgio Camuffo e saranno proiettati i video di «Follie d'archivio», realizzati dagli studenti del Laboratorio di video documentario di Marco Bertozzi. Informazioni 041-5242009, www.festivaldeimatti.org.
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