La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile”
Agostino
FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un luogo, un teatro della prova, dove con l’attore lo spettatore è un partecipante attivo, l’altro attore, che si allena e si prepara ad entrare nella scena della vita.
Per questo gli spettacoli provengono da luoghi del disagio (carcere, centri di igiene mentale e una compagnia multietnica con rifugiati politici e immigrati) o da esperienze laboratoriali ed è previsto un numero contenuto di spettatori-partecipanti.
LANIFICIO 159
VIA DI PIETRALATA 159
Dal 17 al 24 ottobre
PROGRAMMA 2009
3 spettacoli teatrali/ ingresso 5 euro
17 e 18 ottobre ore 21.00
REBIBBIA RECLUSIONE / MUSES / GRUPPO LIBERO
GAETANO CAMPO ne IL GARZONE DEL MACELLAIO
di FERDINANDO AMMORE
L’attore detenuto o il detenuto attore PAOLINO presenta uno spettacolo di FERDINANDO AMMORE liberamente ripreso dal testo di Patrick MacCabe IL GARZONE DEL MACELLAIO. Storia di una infanzia difficile che sfocia in omicidio e follia.
La vicenda dall’Irlanda si sposta a Messina e riguarda il nostro tempo. Un corridoio dove confessione, intervista, dedica, canzone e poesia si mischiamo fino a confondere realtà e finzione.
19 ottobre ore 21.00
KING KONG STUDIOS / I MDT DSM ASL RMA
COMUNITA’ TERAPEUTICA PIAZZA URBANIA DSM I A.T. ASL ROMA B
ORLANDO FURIOSO di LUDOVICO ARIOSTO
A cura di MARIA SANDRELLI
L’Orlando Furioso contiene il mondo intero e tutti i mondi possibili e pensabili, perfino l’Antimondo che e’ la Luna, dove sale Astolfo a cercare il senno dell’antico Paladino "saggio" per eccellenza, impazzito per amore: la’ dove si raccolgono i desideri le illusioni i piaceri i dolori gli errori le erranze, e le lagrime e i sospiri degli amanti e le altre cose preziose, leggere, volatili che ci circondano e stanno dentro di noi, e che colmano questo poema dei lunatici.
Non per niente - ha scritto Italo Calvino- Galileo ammiro’ e postillo’ quel poeta cosmico e lunare che fu Ariosto".
20, 21, 22, 23,24 ottobre ore 21.00
COMPAGNIA MULTIETNICA CANE PEZZATO FEMMINA F
Testo e regia di RICCARDO V. DELLA PIETRA
Nuova versione laboratoriale appositamente realizzata dello spettacolo. Il progetto attraverso le parole di poetesse e filosofe intende richiamare l’attenzione, sul fatto che da troppo tempo la società occidentale, lineare, meccanicistica e patriarcale, nel gioco dell’ equilibrio tra YIN e YANG, tra femminile e maschile, si è sbilanciata da una sola parte con gravi conseguenze culturali che ci hanno condotto ad un punto di crisi irreversibile.
Lo spettacolo vuole allora, con un gesto poetico, ripresentare al cittadino i caratteri femminili dello YIN opposti allo YANG maschile: il conservativo rispetto al dissipativo, il responsivo, rispetto all’aggressivo, l’intuitivo rispetto al razionale.
CON ALBA BARTOLI, CAMILLA DELL’ AGNOLA, TIZIANA TIBERIO, MARIA SANDRELLI, ARTIOM POPESCU, LARS RÖHM E RICCARDO DELLA PIETRA
Scene, costumi e luci Ferdinando Ammore
assistenti alla regia Ylenia Sina e Lars Rohm
convers’azioni / ingresso libero
workshop, mostra, video
dal 19 al 23 ottobre ore 15.00/18.00
WOYZECK di Georg Büchner
con NAFTA HOTEL
STAGE di Claudio Collovà del gruppo OURAGAN di PALERMO
Partecipazione libera e gratuita fino a 12 posti
dal 17 al 24 ottobre ore 12.00-23.00
VULNERABILE/ mostra fotografica permanente sul tema del teatro sociale
A cura di YOKO HAKIKO
Foto di
MAX BIENATI
PIETRO FREDDI
FRANCESCO GALLI
FRANCESCA SANDRINI
MARIA SANDRELLI
ENZO MANICCIA
Realizzate presso
Rebibbia Femminile
Rebibbia Regina Coeli
Rebibbia NC
Beirut
Hebron
Comunità terapeutiche Dipartimenti Salute Mentale
Centro antiviolenza Trullo
Centro anziani
Centro vittime di tortura e rifugiati
Centro Polivalente Corviale
dal 17 al 24 ottobre ore 12.00-20.00
CAFE’ / video rassegna
a cura di DANIELE CAPPELLI
LETTERA DA CORVIALE, 30’ di Riccardo Della Pietra
CLEOPATRA, 30’ di Celeste Taliani
ROMA FEMMINA, 30’ di Alba Bartoli
HAMLET A HEBRON, 20’ di Paolo Contursi
L’ARTE DEL TE’ A REBIBBIA, 30’ di Celeste Taliani
Il Teatro da sempre, a oriente come a occidente, non appartiene alle forme di intrattenimento ma si presenta come un organismo culturale che promuove e organizza relazioni. TEATRO come luogo delle tracce; una mappa di persone e luoghi particolari che necessitano di una rigenerazione della relazione.
Ma il concetto può - e deve - essere esteso alla realtà della città nella sua totalità, dove il territorio è stato de-privato di una precisa identità urbana ed umana.
Teatro del processo teatrale che precede l’evento. Teatro che è rielaborazione dei vissuti dell’esperienza laboratoriale e che può essere riconosciuto anche come nuovo rituale del nuovo millennio in grado di contrastare la disaggregazione sociale e culturale, e interpretare, inventare nuove forme – tempi e modi – di relazione profonda fra le persone.
Il teatro sfugge al conto e al calcolo, agli accertamenti della ragione, non si fa incontrare al mercato delle merci, non si fa rinviare a più tardi l’esistenza.
L’arte è prosecuzione scenica del mondo. Il teatro dunque non imita la scena della vita, ma in una nuova scena, come la vita lavora e le sta accanto e in mezzo, fra i buchi rintracciati nel linguaggio, le parole sottaciute. Il teatro è esperienza profonda dell’esistenza, la accompagna salendo e discendendo in un riepilogo emozionale che la rin-traccia, ovvero mette a vista i buchi, le parole perse, i silenzi, i gesti buttati, le cose non finite. Facendo a meno della mimesi e della ri-presentazione, il teatro non rende presente la forma, la duplicazione illusoria del reale, non separa il mondo vero dall’apparenza; il teatro è il mondo vissuto appieno. Ma al posto dell’evidenza, la penombra dei contorni incerti; nulla a che fare con l’artista che cattura e ri-vela, semmai ci si trova nel luogo del farsi delle cose.
Il teatro infatti per sua natura accetta l’imperfetto, la prova, la variazione. Il teatro gioca proprio fra detto e non detto, fra esatto e non esatto, fra tradizione e rinnovamento senza pericolo di errore, anzi, legando i due opposti in una tensione (attenzione) continua come in un percorso avventuroso: le planktai petrai di Ulisse.
L’io non è chiuso ma bensì aperto ed esposto. Per vulnerabilità umana intendiamo la connessione intima con la nostra dipendenza dagli altri, la dimensione relazionale dell’essere umano. Teatro vulnerabile come vulnerabile è l’essere umano (corpo) aperto all’incontro (ferita).
“La mancanza di necessità che questo nostro essere sia vulnerato non lo rende invulnerabile” Agostino. Consegnare teatralmente il corpo – l’essere umano – al vulnus vuol dire potenzialmente consegnarlo alla cura e alla ontologia relazionale.
Il teatro vulnerabile è dunque quel teatro attuale che racconta l’essere umano che accetta la sua propria vulnerabilità. Ovvero, attraverso la performance, si racconta l’essere umano, la unicità e la singolarità del suo essere, e la sua permanente relazione con l’altro. E in questo si fonda il senso ontologico dell’esperienza umana.
Allora questa rassegna che non è solo una fila di spettacoli a tema che provengono da quell’ambito dove il teatro è inteso come processo, ma un luogo dove il teatro stesso si presenta come azione imperfetta di conoscenza del presente, per vivere il nostro tempo con la capacità di indirizzarlo, modificandolo.
Alle performance presentate ancora in forma aperta si affiancheranno allora stage, mostre, video, incontri in una prassi dove le cose, le persone conosciute muovono e modificano il soggetto, lo fanno re-agire; e in questo modo la conoscenza è un atto creativo e non solo mimetico, un conoscere senza conoscente per essere nel mondo delle cose. La rassegna vuole essere uno spazio sfondo, la chòra nel Timeo di Platone, il Basho orientale, uno sfondo logico, etico, estetico, gnoseologico: lo sfondo della relazione soggetto – oggetto, io-tu.
Basho come campo dove conoscente e conosciuto sono in relazione.
FESTIVAL VULNERABILE proverà ad essere un luogo, un teatro della prova, dove assieme all’attore lo spettatore è un partecipante attivo, l’altro attore, che si allena e si prepara ad entrare nella scena della vita. _ Per questo gli spettacoli provengono da luoghi del disagio o da esperienze laboratoriali, è previsto un numero contenuto di spettatori-partecipanti. Sono liberi gli incontri, il workshop, le rassegne foto/video.
INFO
vulnerabile.wordpress.com