Alchimie dell'Arte.
Dell'irriducibilità dello spirito saturnino
Un progetto ideato dall’azienda farmaceutica Janssen-Cilag Spa insieme alla curatrice della mostra Daniela Rosi dell’Osservatorio di Outsider Art dell’Accademia di Belle Arti di Verona, patrocinato dalla Regione Veneto e realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Verona.
La mostra raccoglie oltre 400 opere frutto della creatività di quegli artisti, spesso sconosciuti, che hanno vissuto l’esperienza della malattia in uno dei centri di salute mentale del Triveneto. Nel corso dell’ultimo anno, psicologi, infermieri e operatori sanitari, hanno collaborato con Janssen-Cilag per individuare, all’interno degli atelier protetti di numerose aziende sanitarie del Triveneto, artisti eccellenti, il più delle volte ignorati ma meritevoli di avere un palcoscenico di prestigio. Le opere di questi artisti appartengono all’ Outsider Art, sono realizzate al di fuori e ai margini dei luoghi deputati alla produzione e fruizione della cultura “ufficiale” da persone senza formazione accademica, visionari, irregolari nel linguaggio creativo come nella vita.
Che cos’è l’Outsider Art?
Janssen-Cilag
ideatore e promotore della manifestazione, impegnata da 50 anni nel trattamento delle psicosi, desidera in questo modo dare il proprio contributo nella cura e nella valorizzazione del “modo di esprimersi” del pazienti, consapevole di come la cura non si debba esaurire nel solo farmaco o nella terapia volontaria.
La mostra
Alchimie dell’Arte è una mostra ad ingresso libero e rimarrà aperta tutti i giorni, fino al 31 gennaio, dalle ore 10:00 alle ore 19:00. Per ulteriori informazioni potete visitare il sito www.alchimiedellarte.com
Nella prima metà del ‘900, il mondo dell’Arte vive un clima di grande rinnovamento. Le avanguardie artistiche sono stanche, mal sopportando il mondo accademico, - svuotato di ogni slancio, di ogni spirito di innovazione – di parlare la stessa lingua della vecchia cultura.
E’ in questo clima che l’attenzione dei surrealisti, dei dadaisti, degli innovatori si rivolge a forme nuove (antiche) per trovare un linguaggio adatto al momento ed ecco, allora, che la loro attenzione entusiastica cade sui disegni dei bambini, sulle produzioni dei malati mentali, sulle opere dei primitivi.
Questa tensione sarà mantenuta per buona parte del Ventesimo secolo, registrando dei momenti apicali: l’uscita del testo di Hans Prinzhorn (L’arte dei folli) nel 1922 dove si sostiene che la pulsione creativa è uguale nell’artista sano e nell’artista malato e la nascita della compagnia dell’Art Brut ad opera di Jean Dubuffet nel 1947 dove si esalta la produzione non culturale, viva, spumeggiante, non edulcorata.
Solo più tardi Roger Cardinal (siamo negli anni Settanta) conia il termine Outsider Art. Con questo termine, destinato ad una grande fortuna, vengono designate tutte le opere prodotte da originali, visionari, autodidatti senza alcuna formazione borghese, malati mentali, senzatetto, marginali di ogni genere e realtà etniche primitive.
http://www.infinitamente.univr.it/eventi.html
http://www.alchimiedellarte.com/